Giardino Bellini

Giardino Bellini

Il giardino Bellini (chiamato secondo il dialetto locale catanese “a villa”) è una grande area verde risalente al settecento appartenuta al principe Ignazio Paternò Castello, il quale, fin dalle origini si adoperò nell’adornarlo di siepi, statue e fontane con zampillo con l'obiettivo di creare gradevoli giochi d’acqua.

Nel 1854 il giardino fu venduto dagli eredi del principe Paternò Castello al comune di Catania che con la collaborazione dell’architetto catanese Landolina, avviò un progetto di riqualificazione dell’intera area, assimilando ad essa i numerosi orti ad essa adiacenti in modo da rendere il giardino più ampio e spazioso. L’area comprendente l’intero giardino occupa ben settantaduemila metri quadri di spazio e l’ingresso su via Etnea si caratterizza per la presenza di numerosi scaloni adornati con piccole aiuole che conducono a una grande fontana posta al centro del piazzale dentro la quale vi sono immersi dei cigni bianchi.

Caratteristica peculiare delle due collinette che dominano il giardino è il calendario che mostra la data aggiornata Il substrato caratterizzante il giardino è di tipo sedimentario formato da argille marnose azzurre in parte coperte da terreno di riporto, mentre il bioclima che si osserva è di tipo termomediterraneo- subumido con una temperatura costante di circa diciotto gradi.

Sul versante che costeggia via Salvatore Tomaselli si può osservare un chiostro in ferro battuto, il quale, fino agli anni sessanta, è stato luogo usato per dibattiti pubblici, incontri e concerti musicali, mentre, nell’area opposta si poteva osservare fino alla fine degli anni novanta un chiostro in legno, usato come biblioteca, donato dall’imperatore cinese.

La presenza floristica è abbondante e comprende anche specie subtropicali che si sono acclimatate bene al tipo di ambiente che offre la città oltre ad un numero variegato di palme, platani, ficus magnolia, pini e alberi sempreverdi. Attualmente il giardino Bellini è stato accreditato come parco naturale e negli ultimi venti anni è stato adibito principalmente a luogo riservato a concerti musicali, eventi culturali e religiosi.

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